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Insicurezze dei giovani

Le insicurezze dei giovani non vanno mai prese sotto gamba. Anche quando i ragazzi sembrano forti, hanno delle fragilità che è nostro compito tutelare dagli attacchi esterni. In questo società tecnologica, poi, i messaggi corrono velocissimi e i social amplificano le comunicazioni (anche quando sono dannose) rendendo complesso l’intervento. Esistono per fortuna degli strumenti per mettere al riparo dal bullismo e il cyberbullismo i nostri figli e la nostra polizza Globale Salute ne è esempio chiaro.

La copertura legale di Globale Casa

Tra le coperture che sono incluse nella nostra polizza Globale Casa, infatti, ce n’è una che riguarda il Cyberbullismo. Il capo famiglia, infatti, usufruisce della tutela legale necessaria per seguire un figlio minorenne eventualmente accusato di atti di bullismo cibernetico.

Si può entrare in terreni tortuosi per tanti motivi diversi o, addirittura, si può essere accusati senza essere colpevoli. Il dato di fatto è che, in una situazione così spiacevole e difficile, questa battaglia non deve essere combattuta da soli.

Se vuoi conoscere, senza impegno, un preventivo sulla tua situazione, compila il modulo qua sotto e verrai richiamato da un nostro consulente. Ma continua a leggere per capire come Mahmood possa aiutare i suoi coetanei su un tema caldo come quello delle insicurezze dei giovani.

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Il nuovo lavoro di Mahmood

Tutto nasce dal lancio di “Ghettolimpo”, secondo album dell’artista uscito l’11 giugno scorso, in cui brani apparentemente diversi tra loro hanno in comune la ricerca delle radici sarde. Tra cornamuse dei pastori e mitologia greca, vita reale e Olimpo che si dipanano queste sono le parole dell’artista sul lavoro:

Ci ho lavorato due anni e mezzo. Sono molto orgoglioso perché rappresenta una parte della mia vita. Lo sento mio, ancora non mi annoio di ascoltarlo. Il titolo è un neologismo, rappresenta un punto a metà fra l’Olimpo e la quotidianità. Sono sempre stato appassionato di mitologia greca. Mia mamma mi aveva regalato un’enciclopedia per ragazzi e io leggevo tutti i miti. Poi la passione l’ho riversata nelle canzoni.

E la questione delle insicurezze dei giovani sta tutta qua. Nella copertina dell’album, infatti, Mahmood appare come un Narciso al contrario:

Il mio è un Narciso marcio: mentre lui si guarda e si piace, io mi guardo nel riflesso ma non mi riconosco più. Quando la mia vita è cambiata dopo la vittoria di Sanremo, tutti mi vedevano in un modo, ma io non mi ci riconoscevo. Ho avuto un periodo strano, non tornavo mai a casa, non vedevo le persone a cui volevo bene. Cercavo l’Alessandro di sempre, ma trovavo solo quello che vedevano gli altri. E quando tornavo tutti mi vedevano in un modo nuovo di cui io non avevo ancora preso coscienza.

Le insicurezze dei giovani, quindi, sono così presenti che non fa eccezione neanche un ragazzo di successo come Mahmood che ha potuto riflettere su questo tallone d’Achille e trasformarlo in musica:

Da questo periodo è nato il nuovo disco, scritto quasi interamente prima della pandemia, non più sul bus ma in aereo: Perché da quando è iniziata la quarantena ho scritto poco, chiuso in casa faccio molta fatica. Prendevo moltissimi aerei e scrivevo sempre lì. E quindi racconta dei viaggi. In effetti alcune canzoni oggi potrebbero suonare un po’ strane perché descrivono il 2019.

Sull’Eurovision

Un Narciso al contrario ma mai invidioso. Quanto all’Eurovision e al successo dei Maneskin, infatti, confessa:

Sono molto contento che abbiano vinto, erano i più bravi. Per me è andata benissimo anche se non ho vinto, mi ha dato la possibilità di fare un tour europeo. Nel mio cervello è come se avessi vinto. E’ stata una bellissima esperienza, unica, ti insegna tanto. Con i Maneskin ci siamo sentiti, ho fatto loro i miei complimenti.

La testimonianza di Mahmood è davvero importante per raccontare le insicurezze dei giovani ai suoi coetanei. Spesso le celebrità sono viste come inscalfibili e senza crepe ma le parole del cantante dimostrano a tutti che non si può trascendere dall’umanità. Spieghiamolo ai nostri figli quando credono di essere soli nelle loro crisi in quelle interminabili notti di pianto che possono lasciare segni molto più pesanti di quanto si creda se non considerate nel giusto modo.

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