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Inquinamento del mare

Si avvicinano le ferie e molti italiani stanno decidendo dove trascorrerle. Le vacanze in Italia d’estate possono essere di diversi tipi ma è indubbio che il mare sia l’attrattiva maggiore per molti. Ecco perché il tema dell’inquinamento del mare sta diventando sempre più centrale per le famiglie. Chi ha figli si preoccupa di sapere il livello di pulizia dell’acqua e come tutelare il benessere dei cari.

Alla L&N De’ Liguori crediamo nel valore della salute. Lo dimostrano le diverse polizze che offriamo per tutelarla ma lo dimostrano anche questo genere di articoli il cui scopo è informarti su importanti cose da sapere. Nello specifico, l’inquinamento del mare a causa della plastica in Italia ha segnato un record nefasto da tenere in (triste) considerazione.

Cos’è l’inquinamento da plastica nel mare

Una nuova isola di rifiuti di plastica sta andando alla deriva nel Mediterraneo. Nel giro di poche settimane, le correnti la trascineranno tra l’Elba e la Corsica, due mete balneari molto amate dai turisti. La conferma della notizia la dà il biologo e responsabile dell’Ifremer di Bastia François Galgani.

Una maggiore specifica di cos’è quest’inquinamento del mare la fornisce al Fatto quotidiano Umberto Mazzantini di Legambiente dicendo che:

si tratta di una striscia di rifiuti che periodicamente si forma quando si verificano forti piogge e che quest’anno si sta formando dalle coste dell’Arno, a nord dell’Elba. In questa storia un ruolo chiave lo giocano le correnti. Quelle del nord-ovest del Mediterraneo sono direzionate in maniera tale che l’acqua risalga lungo la costa italiana ma, arrivata all’altezza dell’isola di Elba, non potendo più passare, si accumula nel canale della Corsica

E’ una situazione che preoccupa gli italiani per le vacanze al mare. La sezione Mare dell’Arpat Toscana, i cui monitoraggi riguardano proprio le aree più vicine alla costa, ha promesso che ci metterà ancora più attenzione nel tenere tutto sott’occhio.

Gli effetti della plastica nel mare

Quando si legge di brutte novità sull’inquinamento del mare, anche un po’ egoisticamente, si pensa subito alle conseguenze concrete. Cosa vuol dire per un turista l’acqua così sporca? Gli effetti della plastica nel mare sono divisi così:

  • 15% in superficie;
  • 85% sul fondo.

L’allarme, quindi, tocca solo in minima parte i bagnanti. Il danno vero lo subisce la fauna marina.

Lo dimostrano le ricerche dell’equipaggio franco-italiano di Expedition MED che spiegano come le biopsie effettuate su balenottere comuni del Mar Mediterraneo indicano concentrazioni di composti chimici e additivi della plastica più elevate rispetto a quelle effettuate su esemplari della stessa specie che vivono in aree meno inquinate.

I danni sui balenotteri

Il fiume di plastica tra l’Elba e la Corsica, quindi, è solo la punta dell’iceberg di una situazione di inquinamento del mare in Italia davvero preoccupante. Basta leggere i numeri che ci sono dietro.

Dall’inizio del 2019 sono ben 6 i capodogli spiaggiati sulle coste italiane. Eccoli gli i tre più recenti:

  1. l’ultimo caso a Palermo;
  2. pochi giorni prima a Cefalù un cucciolo con lo stomaco pieno di plastica:
  3. a fine marzo a Porto Cervo una femmina di capodoglio gravida con ben 22 chili di materia nello stomaco.

Il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padovane dichiara ufficialmente che, negli ultimi dieci anni, nel 33% degli spiaggiamenti  di capodogli, si sono riscontrati frammenti di plastica nello stomaco contro solo il 4% dei casi di capodogli avvolti dai resti di reti abbandonate. Facciamo più male noi come comunità che i pescatori!

Come migliorare l’inquinamento del mare

Gli italiani vorrebbero essere tranquilli quando trascorrono vacanze al mare con la famiglia. Come agire per ridurre la plastica nelle nostre acque? Lo spiega sempre lo scienziato francese Galgani quando sottolinea un problema legato alle difficoltà di ripulire il mare da oggetti e materiali che non sempre conviene economicamente recuperare.

Nello specifico dichiara:

Le reti da pesca sul fondo sono oggetti molto costosi, che possono essere riparati, riutilizzati e quindi riciclati. Si possono ripulire anche le spiagge perché danno un valore patrimoniale al luogo a perché attraggono più turisti. In mare, invece, il problema è che i rifiuti galleggianti non possono essere riciclati. Sono molto degradati, ci sono materiali molto eterogenei. Ci sono diversi tipi diversi di plastica e quindi il riciclo costerebbe molto di più.

La questione si capisce ancora meglio dalle specifiche fornite sempre da Legambiente secondo cui oltre il 50% dei rifiuti in mare sono plastica monouso.

In conclusione, l’inquinamento del mare dell’Elba e della Corsica è reale ma potranno comunque ospitare turisti perché la situazione è monitorata e perché è passata una direttiva che vieta la vendita di prodotti di plastica monouso nei campeggi, alberghi e negozi.

Se pensi di prenotare le tue vacanze da quelle parti ma non sei ancora certo di come evolverà la questione dell’inquinamento del mare, sottoscrivi la nostra polizza #ViaggioSingolo. Potrai recuperare le spese di viaggio per cause di forza maggiore.

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