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Cyberbullismo

Il Cyberbullismo è ormai un problema serio della nostra società. Rispetto ai danni che sta causando, è ormai impossibile ignorarlo o minimizzarlo. Perché fa male ai nostri figli e mina la salute della famiglia che per noi della L & N de’ Liguori è un valore primario. Uno dei modi più importanti per sensibilizzare in tal senso è iniziare a parlarne. Non solo col passa parola ma anche con testimonianze forti di chi c’è passato in prima linea e ne porta ancora (e per sempre) i segni.

Questa che stiamo per proporti ora non passerà inosservata ma, per coglierne la potenza a pieno, è bene porre le giusti basi.

Cos’è il Cyberbullismo

Il fenomeno del bullismo esiste da sempre ma è stato registrato scientificamente da circa un decennio. L’esplosione dei social l’ha portato ad un livello più alto creando quello che è ben spiega dalla definizione di Cyberbullismo:

Atto aggressivo, prevaricante o molesto compiuto tramite strumenti telematici (sms, e-mail, siti web, chat, ecc.).

Detto in modo più semplice, significa che i mezzi di comunicazione che più amano ed usano i nostri figli possono diventare strumenti di dolore usati contro di loro. Fa paura ma bisogna avere il coraggio di affrontare la cosa cercando soluzioni.

Come funziona il Cyberbulissmo

Conoscere i meccanismi di funzionamento del Cyberbullismo aiuta ad informare i figli sui rischi che corrono e su come evitare certe situazioni. Non solo. Qualora il problema fosse già in atto, supporta i giovani da un punto di vista psicologico. Sapere di non essere soli, infatti, eviterà gesti estremi nelle vittime. Come? Col racconto della madre della prima vittima riconosciuta di Cyberbullismo.

“Carolina ha 14 anni quando durante una festa beve troppo e perde conoscenza. Un gruppetto di ragazzi l’accerchia nel bagno, simulando atti sessuali su di lei, sempre più espliciti. Mentre la molestano, filmano la scena e le immagini finiscono su Internet. Nel momento in cui il video diventa virale, per Carolina inizia l’incubo: insulti e minacce, molti provenienti da persone che neanche conosce.

Lei, l’amica di tutti, sempre sorridente ed entusiasta, si trova al centro di un’attenzione morbosa. Un peso insostenibile da sopportare, quelle ingiurie e quei commenti impronunciabili mettono in dubbio la sua reputazione. Il dolore e la sofferenza, tutt’altro che virtuali, diventano insopportabili.

Prima di togliersi la vita, Carolina scrive poche righe, nelle quali trova la forza di denunciare l’accaduto:

Le parole fanno più male delle botte. Ma a voi non fanno male? Siete così insensibili?

I numeri del Cyberbullismo

Ora che sai come funziona il Cyberbullismo, è arrivato il momento di darti i numeri per non rischiare di sottovalutare il problema. Quella attuale è la prima generazione di adolescenti nativi, cioè nati con i social e il web a portata di mano. Lo confermano questi dati:

  • nel 2018, l’85,8% dei ragazzi tra 11 e 17 anni di età utilizza quotidianamente il telefono cellulare;
  • il 72% dei ragazzi in quella stessa fascia di età naviga in Internet tutti i giorni;
  • questa quota è cresciuta molto rapidamente passando dal 56,2 al 72,0% nell’arco di un quadriennio;
  • le più frequenti utilizzatrici del cellulare e della rete sono le ragazze, l’87,5% delle quali usa il cellulare quotidianamente;
  • il 73,2% accede a Internet tutti i giorni.

Quello che viene fuori è uno scenario di quotidianità legato alla tecnologia che può, purtroppo, essere usata anche male. Ecco i (tristi) dati sul cyberbullismo:

  • le vittime sono state il 22,2%;
  • nel 5,9% dei casi si è trattato di azioni ripetute (più volte al mese);
  • tra le 11-17enni si registra una quota più elevata di vittime;
  • il 7,1% delle ragazze che si collegano ad Internet o dispongono di un telefono cellulare sono state oggetto di vessazioni continue tramite Internet o telefono cellulare contro il 4,6% dei ragazzi;
  • circa il 7% dei bambini tra 11 e 13 anni è risultato vittima di prepotenze tramite cellulare o Internet una o più volte al mese, mentre la quota scende al 5,2% tra i ragazzi da 14 a 17 anni.

Scenario preoccupante da tenere monitorato. E se tuo figlio non fosse vittima di Cyberbullismo ma artefice?

La copertura legale di Globale Casa

Tra le coperture che sono incluse nella nostra polizza Globale Casa ce n’é una che riguarda il Cyberbullismo. Il capo famiglia, infatti, gode della tutela legale necessaria per seguire un figlio minorenne eventualmente accusato di atti di bullismo cibernetico.

Non è questa la sede per trarre giudizi morali sull’operato di qualcuno. Si può sbagliare per tante ragioni o, addirittura, si può essere accusati ingiustamente. Resta solo il fatto che, in un momento così triste e difficile, tu non sarai solo a combattere la tua battaglia.

Vieni a scoprirne di più nella sede di Roma in via Timavo 3. Un nostro consulente sarà lieto di spiegarti tutto senza impegno.

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