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Fumo attivo

Il fumo fa male. Lo sanno tutti. Eppure in Italia si tratta ancora di un vizio piuttosto frequentato. Si sta lavorando molto sull’opinione pubblica per informare le persone circa i tanti danni che fumare comporta e anche il nostro settore assicurativo ha assunto posizioni precise in merito. Come logica vuole, essere un fumatore abituale cambia notevolmente il premio di un’assicurazione sulla vita. Ora la Cassazione aggiunge che chi decide di fumare non può chiedere danni allo Stato se questa scelta si rivela poi letale.

E’ un passaggio importante che vale la pena di essere inquadrato nel giusto modo.

I numeri dei fumatori in Italia

Per capire perché il fumo attivo, secondo la Cassazione, non prevede rimborso, è bene partire dallo Status Quo del nostro paese. Quanti sono i fumatori in Italia? Secondo l’Istat, oggi da noi, ci sarebbero 10,5 milioni. La loro divisione è così distribuita:

  • 6,2 milioni di uomini;
  • 4,3 milioni di donne.

Sono ancora numeri importanti e, soprattutto, numeri comprovati oggettivamente. Si tratta, infatti, di dati che derivano dal sistema nazionale di sorveglianza “Passi” che raccoglie sin dal 2007 informazioni su tutto ciò che riguarda i profili clinici della popolazione italiana compresa tra i 18 e i 69 anni.

Cos’è il Passi

Si tratta di un sistema promosso dal Ministero della Salute insieme al Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. Alla raccolta dei dati partecipano anche:

  • i dipartimenti di prevenzione delle Asl, coordinate dalle Regioni;
  • l’Istituto Superiore di Sanità.

Da questo studio costante emerge che la popolazione dei fumatori è in calo tra le persone adulte, comprese tra un’età dei 35 e 65 anni, ma ha ancora un trend in crescita quando si scende tra i giovanissimi, con un’età tra i 15 e i 25 anni. Questo significa che la comunicazione sui danni del fumo attivo non funziona bene su questo pubblico.

La sentenza della Cassazione sul fumo attivo

Forse non aiuterà ai teenager a capire meglio quanto male faccia fumare ma è destinata a fare storia questa sentenza. Come si evince dal sito Altalex:

Con la sentenza del 21 gennaio 2020, n. 1165, la Corte di Cassazione ribadisce il proprio recente orientamento in materia di danni da fumo attivo.

Nel caso in esame, i giudici non hanno considerato provato il nesso eziologico tra il carcinoma polmonare e il consumo abituale di sigarette.

Per contro, la condotta del fumatore viene considerata la causa del danno da lui patito e dai congiunti.

Spiegato il concetto in parole più semplice, se decidi di fumare e di farlo in modo esagerato ignorando gli avvisi sui pacchetti e le raccomandazioni dei medici, non puoi richiedere rimborsi a nessuno perché, di base, quello che ti succede è colpa tua.

Farà discutere molto questa conclusione ma resta indubbio che il consumo di fumo attivo andrebbe annullato in partenza con un cambio di stile di vita più salutare che lo escluda come abitudine.

Le polizze sulla salute

Che si tratti di danni da fumo o di altri problemi, comunque, se hai voglia di proteggere il tuo benessere e quello della tua famiglia, ti consigliamo di scoprire cosa offrono le nostre polizze sulla salute.

Per esempio la Globale Salute offre una copertura assicurativa sanitaria in caso di:

  • invalidità permanente, con un indennizzo nel caso di lesioni permanenti subite che riducono la tua capacità lavorativa;
  • inabilità temporanea, con l’indennizzo pattuito per ogni giorno di momentanea indisponibilità a svolgere un’attività lavorativa;
  • morte, con un capitale ai beneficiari che hai indicato nel contratto;
  • ricovero, gessatura o frattura ossea, con un indennizzo per ciascun giorno di degenza in un istituto di cura pubblico o privato, ciascun giorno di gessatura/immobilizzazione e ciascun giorno di frattura non gessabile.

Abbiamo modo di costruirle sulle tue esigenze ed è per questo che ti invitiamo a farti un’idea dell’offerta generale sul sito ma poi di venire a trovarci nella nostra sede di Roma in via Timavo 3. Un nostro consulente sarà felice di offrirti un caffè ed ascoltare la tua storia.

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