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Cattedre vuote

Purtroppo quello che rende davvero pesante l’emergenza Coronavirus è che esistono tante questioni collaterali legate alla pandemia che sono altrettanto spiacevoli da vivere. Una delle più attuali è connessa alla riapertura delle scuole nella maggior parte delle regioni italiane. I problemi logistici per mettere in sicurezza i bambini sono immani ma a questi si aggiunge il dramma che, almeno nei prossimi mesi, decine di migliaia di posti da insegnante di ruolo rimarranno vacanti e saranno perciò occupati da docenti precari con contratti di supplenza.

Cosa fa il governo

In vista di questo problema delle cattedre vuote, da settimane il governo sta adottando piani straordinari per assumere un gran numero di insegnanti, ma sembra che la gente non nutra grande fiducia su questa iniziativa. Perché? Il modo in cui è strutturato il sistema di assegnazione delle cattedre in Italia pecca di problemi pregressi non risolti con le misure straordinarie decise dal governo. Sembra pertanto difficile costruire un palazzo con queste fondamenta.

Le stime dei sindacati

Ad entrare nello specifico della difficoltà di risolvere facilmente il problema delle cattedre vuote sono i sindacati. Secondo una stima di Gilda degli insegnanti, un sindacato di docenti:

i posti vacanti sono in tutto tra i 170 e i 180mila: sono cioè posti di ruolo, a tempo indeterminato, che non sono assegnati e che vengono occupati con le supplenze. Il loro numero era molto alto anche prima dell’epidemia, ed è stato accresciuto dai nuovi pensionamenti e dalle richieste che stanno arrivando dagli insegnanti sopra i 55 anni e con patologie pregresse che hanno deciso di usufruire della possibilità di non partecipare alla didattica in presenza per il rischio di contagio.

Le mosse delle istituzioni

Per assumere nuovi docenti di ruolo il Ministero dell’Economia e quello dell’Istruzione a fine agosto hanno approvato un’assunzione di 80-85mila insegnanti di ruolo, ma le assegnazioni delle cattedre hanno coperto soltanto una piccola parte. Le stime parlano di un terzo del totale. Perché?

La risposta sta nel meccanismo che regola le assunzioni degli insegnanti di ruolo. Si basano, infatti, su 2 tipi di graduatorie:

  • quelle definite “ad esaurimento”;
  • quelle chiamate “concorsuali”.

Le prime sono graduatorie chiuse ormai da oltre dieci anni, stilate su base provinciale, mentre le seconde sono quelle che toccano i vincitori degli ultimi concorsi.

Il problema che genera il fenomeno delle cattedre vuote è che, per diverse classi di concorso, queste graduatorie sono vuote: perché in quelle ad esaurimento sono finiti i candidati e quelle concorsuali non vengono riempite ed aggiornate per via dei ritardi nei nuovi concorsi. Per fortuna un nuovo concorso nazionale sembra essere programmato per l’autunno ma ad oggi non ci sono insegnanti con i titoli sufficienti.

Le contromosse per evitare le cattedre vuote

Il Miur sta combattendo le cattedre vuote con questi 2 provvedimenti:

  1. una “call veloce” con cui è stata offerta la possibilità di essere assunti di ruolo in una provincia a scelta fuori dalla propria regione;
  2. un’assunzione straordinaria di 50mila docenti.

Il primo punto è stato un fallimento. I precari non hanno accettato questa soluzione lampo perché l’obbligo imponeva 5 anni di permanenza nella sede accettata con la quasi certezza di dover trasferire la propria famiglia in sede.

Le dichiarazioni di Sala

Ha parlato delle cattedre vuote e non solo il sindaco di Milano Beppe Sala che ha detto:

Tutte le soluzioni messe in campo per ovviare al problema delle cattedre vuote sono state un fiasco assoluto. E’ stato risibile il numero degli insegnanti che hanno accettato di trasferirsi in Lombardia. D’altronde è insufficiente lo stipendio proposto se rapportato al costo della vita nella città.

Poi aggiunge:

Basta leggere i giornali per scoprire che ci sono grandi ritardi anche con le assunzioni straordinarie, rese poco appetibili da contratti che prevedono il licenziamento senza indennizzo in caso di sospensione delle lezioni a causa di un lockdown.

I dati delle cattedre vuote

I vuoti più grossi riguardano le scuole medie e superiori, e specialmente nel Nord Italia. Tra Lombardia e Veneto ci sono oltre 20mila posti a tempo indeterminato che rimarranno vuoti e saranno occupati da supplenti. In merito, il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti ha detto:

Sarà anche questo un anno all’insegna dei docenti precari, con l’aggravante che in mancanza di concorsi o di altri meccanismi di stabilizzazione, ai precari dell’anno precedente si aggiungono i nuovi.

Sarebbe davvero ipocrita dire che il tassello delle cattedre vuote non s’inserisca nel mosaico disastroso della scuola in emergenza Coronavirus. Purtroppo un secondo lockdown non è da escludere ma anche solo lo smart-working presumerà tante altre ore trascorse a casa.

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