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progetto dello stabilimento ecologico Bianchi

La microviabilità è ormai una certezza anche in Italia. Una delle poche cose belle lasciate dalla pandemia è l’accresciuto e consapevole uso della bicicletta per spostarsi per i brevi tragitti. Tutto questo era nato come tutela personale, con l’idea di evitare i mezzi pubblici e i loro rischi di contagio, ma si riflette pure sull’ambiente che registra minore impatto delle automobili. S’inserisce in questo contesto virtuoso la notizia dello stabilimento ecologico della Bianchi che punta ancora su Treviglio. Vediamo di cosa si tratta.

La scelta del luogo

Perché creare uno stabilimento ecologico della Bianchi là con un investimento da 40 milioni di euro?  Perché l’azienda ci arrivò cinquant’anni fa e non ha intenzione di muoversi. Lo spiega l’Amministratore Delegato Fabrizio Scalzotto che sul tema così si esprime:

Far crescere e sviluppare le aziende in Italia è la sfida che mi appassiona più di ogni altra. Da oggi ne abbracciamo una nuova, realizzare con Bianchi uno degli stabilimenti di produzione di biciclette più avanzati al mondo. Ci sentiamo orgogliosi di aver scelto Treviglio come base per questo rinnovamento e per il nostro futuro. Quello che stiamo realizzando è innanzitutto rinnovare la collaborazione tra la comunità trevigliese e la Bianchi. Festeggiamo le nozze d’oro con un investimento di rigenerazione industriale importante.

Quest’intervento è suddiviso in due passaggi e riguarda tutti i 30 mila metri quadrati del sito di cui, da una quindicina di anni, Bianchi ne occupa solo 13 mila.

Il piano d’azione

Come dovrà essere sviluppato lo stabilimento ecologico della Bianchi lo spiega sempre l’Ad:

Il primo step riguarda la demolizione dei capannoni ora non utilizzati e la loro ricostruzione. Si tratta di 17 mila metri quadrati che saranno utilizzati per la produzione. Sempre in questo lotto ci sarà il museo. Il secondo step invece vedrà la demolizione della sede attuale e la ricostruzione a magazzino. La nuova costruzione avrà lo stesso profilo con le “vele” di quella attuale portando avanti lo stile storico dell’azienda.

I lavori di bonifica del primo lotto hanno già preso il via e il brand, entro la metà del 2022, conta di chiudere i lavori edili e di lanciare la produzione per il mese di novembre in modo da ultimare tutto entro e non oltre il 2023. Scalzotto, inoltre, precisa:

Questo primo intervento mira ad aumentare la capacità produttiva della Bianchi. Attualmente sforniamo 250 bici a turno, l’obiettivo è di arrivare a 1.000. Siamo di fronte a una richiesta fortissima del mercato che è insostenibile al momento. Siamo sold-out per due anni e mezzo. In pratica sono già state vendute tutte le bici che costruiremo fino al 2024. L’altra faccia della medaglia è la difficoltà nell’approvvigionamento di componenti. Alcune forniture sono a 900 giorni.

La scelta tricolore

Tutto ciò illustra la mission dello stabilimento ecologico della Bianchi e cioè la voglia di riportare in casa alcune produzioni di componenti entro il 2025. Al momento una bici della società è composta per il 75% da parti provenienti da Taiwan e Cina:

La nostra volontà è portare in casa tecnologie che ora sono solo all’estero. Pensiamo innanzitutto ai telai in carbonio di cui al momento non c’è una produzione in Europa. Per ritornare ad avere questo know-how occorrerà chiamare ingegneri aerospaziali e portarli nel mondo del ciclismo creando un’academy che permetterà ai nostri dipendenti di crescere.

Questo stabilimento ecologico della Bianchi avrà pannelli fotovoltaici e riscaldamento geotermico a pavimento per il quale serviranno 80 chilometri di tubi. Ci sarà anche grande cura per il benessere dei dipendenti con un’area ricreativa esterna. Il cuore del montaggio della Bianchi viene illustrato così:

Sarà una linea di montaggio lunga un chilometro che abbiamo sviluppato partendo da quello dell’automotive per le motociclette. Si tratta di una soluzione innovativa con capacità produttiva altissima e una capacità concorrenziale capace di reggere la concorrenza dei Paesi esteri.

I numeri

I numeri dello stabilimento ecologico della Bianchi promettono bene:

A Treviglio, Bianchi realizzerà il cosiddetto alto di gamma (le bici di maggior valore) per tutto il mondo e tutti i prodotti destinati al mercato europeo. La società chiuderà il 2021 con un fatturato di oltre 100 milioni (+30% sul 2020). Il 50% viene dal marchio Lif-E introdotto nel 2018 per le bici elettriche. È un mercato in forte sviluppo in cui stiamo guadagnando quote. Bianchi è un brand mondiale che può competere con i primi brand al mondo e questa è la nostra missione.

Questo stabilimento ecologico della Bianchi è una notizia bomba se amate le due ruote. In attesa che tutto vada secondo i piani, godetevi il vostro velocipede ma in sicurezza con la nostra assicurazione per bicicletta.

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