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Il mantra #restareacasa farà parte del nostro immaginario collettivo per sempre. Nelle menti di chi lo sta praticando in questi giorni complessi e nella cultura di chi si troverà a studiare questo periodo storico dell’emergenza Coronavirus in Italia sui libri di scuola. E’ inutile negare quanto duro sia vivere sulla pelle quest’esperienza ma esistono sfaccettature meno note che possono anche essere positive.

Sia chiaro, non è nostra intenzione sminuire la gravità e la solennità del momento ma ci piace restare vicini ai clienti mostrando il “bicchiere mezzo pieno”. Ecco perché sottolineiamo che alcune ricerche sociologiche hanno riscontrato un aumento dell’attenzione dei cittadini verso la propria abitazione. In pratica, stiamo tornando ad amare le nostre case.

Come è cambiato il concetto di casa

Secondo l’antica filosofia greca che ci pervade fin dalle origini:

Fare casa insieme significa abitare la vita per stare all’interno di una comunità.

Nel corso dei secoli, col crescere del sistema capitalistico e col proliferare della borghesia, la casa è diventata un valore economico. Comprarsi casa era un punto di arrivo per dichiarare la propria agiatezza ma anche un punto di partenza per creare una nuova famiglia.

Il benessere, degli anni sessanta prima ed ottanta poi, ha reso sempre più facile acquistare una seconda casa (la famosa “casa al mare”). Anche viaggiare non è più stata un’attività esclusiva dei ricchi o dei professionisti e, con l’avvento delle compagnie low cost, tutti hanno potuto girare il mondo. Questo ha relegato la casa ad un ruolo secondario nelle nostre gerarchie.

Abbiamo iniziato a vivere vite frenetiche e girovaghe che ci hanno dato molti stimoli ma anche tanti spunti per snobbare la cura della casa. La stessa cucina, un tempo stanza centrale della vita familiare dentro alla quale venivano consumati i pasti nella coralità, ha perso gradualmente dimensioni fino a diventare angolo cottura. Fino all’avvento del Coronavirus, non era raro usare la cucina solo per fare colazione o scaldare un frugale pasto da mangiare distrattamente davanti alla tv o allo schermo di un computer.

Ora tutto è mutato.

L’isolamento forzato

L’isolamento forzato ha, quindi, anche un lato positivo: ci sta imponendo di recuperare una serie di attività da fare in casa, da soli o con i componenti della nostra famiglia utili a riscoprirsi e a godere di tutto questo tempo insieme. Quali sono? Eccole.

Le attività da fare a casa

Se la frase “Io sto a casa” significa che non potete uscire liberamente, non mancano le opportunità di passare bene il vostro tempo tra le quattro mura. Gli Psicologi Cognitivi consigliano queste attività.

Leggere

Leggere libri fa molto bene. Aiuta la testa a staccarsi dalla quotidianità per qualche ora, proprio quando i numeri dei contagi da Coronavirus e quelli delle morti possono essere pesanti da digerire. Non solo. Tiene l’intelletto in allenamento e sviluppa la fantasia necessaria ad immaginarsi le situazioni che i testi descrivono.

Adesso avete le ore della giornata dilatate e soprattutto non subite più lo stress dei “tempi morti” come le ore perse nel traffico per raggiungere il posto di lavoro o quelle necessarie ad intrattenere un rapporto sociale con i colleghi o i dipendenti. Investite questo tesoretto nella lettura.

Fare attività sportiva domestica

Il culto del fisico è molto presente nella nostra società. Non è questa la sede per trarne un giudizio morale. E’ possibile continuare a seguirlo anche tra le mura domestiche. Fare ginnastica a casa può essere molto efficace grazie ai tanti video tutorial di corsi e personal trainer che ci sono su piattaforme come Youtube ed affini. Questo aiuta a tenere una buona forma fisica ma anche a innamorarsi di nuovo della propria casa.

Create uno spazio aperto in salotto, insieme all’attrezzatura minima facilmente acquistabile online. Tappetini, palle da pilates, cyclette e pesi possono trasformare in una bella palestra anche la vostra dimora. In aggiunta avrete la comodità di farvi la doccia nel vostro bagno non avendo a che fare con alcuni spogliatoi di dubbia igiene.

Riparare i danni della casa

L’ultima attività che potete svolgere nel periodo dell’Io sto a casa è il prendersi cura di casa. Se avete tralasciato la manutenzione domestica perché troppo indaffarati col lavoro o distratti da un’intensa vita mondana, ora è il momento di sostituire lampadine fulminate, togliere il calcio dai rubinetti e sistemare le cose negli armadi.

Questo ha un doppio vantaggio:

  1. il bricolage è un’attività che distrae la mente e tiene attivo il fisico:
  2. la vostra casa sarà più bella e funzionale e, quindi, più piacevole da vivere.

I numeri parlano chiaro. La crescita delle vendite di oggetti di ferramenta è del 30%. Anche gli elettrodomestici hanno avuto un trend positivo con un 15% in più sulle vendite tramite eCommerce. Al primo posto ci sono i computer (essenziali per lo smart working) ma spiccano anche stampanti, smart tv e forni elettrici.

Nell’ottica di godersi e vivere una bella casa, perché non completare l’opera rendendola anche più sicura?

Una polizza come la nostra “Globale Casa” vi offre tutta una serie di tutele preziose. Così potrai trascorrere le tue giornate senza avere alcun pensiero circa gli imprevisti che potrebbero capitare nelle quattro mura.

Potrai scoprire la polizza nel dettaglio contattando senza impegno i nostri consulenti tramite mail e telefono di questa pagina oppure compilando il form sottostante:

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