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Emma Torre ai David

E’ stato un momento toccante: applausi, lacrime e standing ovation. Tra i tanti istanti della cerimonia della sessantaseiesima edizione del David di Donatello, l’intervento di Emma Torre, figlia di Mattia Torre, ha lasciato il segno per tante ragioni. La ragazza ha ritirato il premio per la miglior sceneggiatura del film “Figli” al posto del padre scomparso prematuramente di cancro. Le emozioni sono andate alle stelle ma l’occasione è stata valida anche per parlare dell’importanza della prevenzione e dell’elaborazione del lutto in famiglia. Entrambi sono temi legati al benessere che in qualche modo riguardano tutti e vale la pena parlarne quando si crea l’occasione.

L’intervento di Emma Torre

Nella notte dei David di Donatello 2021 un premio importante è andato allo scrittore, sceneggiatore e regista Mattia Torre, morto dopo una lunga malattia nel 2019 ad appena 47 anni. Sul palco è salita sua figlia Emma accompagnata dalla mamma. Ha ringraziato tutti quelli che le sono stati vicini dopo la morte del papà dicendo queste parole:

Complimenti a mio padre che è riuscito a vincere questo premio anche se non c’è più. Dedico il premio al mio fratellino Nico che mi fa ammazzare dalle risate e a mia mamma che non si arrende mai. Questo film parla di famiglie sole e bambini che nascono, ringrazio le ostetriche e i medici che non fanno volare via le persone. Bravo papà.

Il ricordo

Il premio ritirato da Emma Torre al David è stata l’occasione di ricordare lo sceneggiatore che aveva scritto “Figli” partendo dal suo monologo teatrale “I figli invecchiano” e che è scomparso prima di poter iniziare le riprese del lungometraggio interpretato da Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi. L’opera è stata comunque completata “in casa” da Giuseppe Bonito, già aiuto regista nella serie culto “Boris”, sceneggiata proprio da Torre con Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico.

Chi era Mattia Torre

Insieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, Torre aveva creato la serie di successo “Boris” (compreso “Boris – Il film” per il cinema) ma aveva anche scritto per importanti trasmissioni televisive come “Parla con me” di Serena Dandini. Al cinema, sempre in trio con Vendruscolo e Ciarrapico, aveva firmato pure “Ogni maledetto Natale”.

Mattia Torre era noto anche per la collaborazione con Valerio Mastandrea per il quale ha scritto prima “Il migliore” per il teatro e poi le serie tv “Buttafuori” e “La linea verticale”, andata in onda nel 2018 su Rai 3 e ispirata al suo omonimo libro autobiografico in cui raccontava l’esperienza col tumore.

L’importanza della prevenzione

Ed è questa la ragione per cui la presenza di Emma Torre ai David di Donatello ha riacceso i fari sulla centralità dei controlli medici regolari e della prevenzione. Le vittime di cancro in Italia sono ancora tantissime ma se ne parla di meno per via del Covid-19. Senza voler togliere attenzione mediatica alla pandemia (che merita tutta la visibilità che i media le danno), è bene però non abbassare la guardia mai. Né come informazione né come azione. In questo aiuta molton la nostra assicurazione sanitaria.

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